Il peso del contratto
L'ufficio dell'uomo che deteneva il mio futuro non era un luogo di lavoro, era un caveau di desideri repressi. L’aria condizionata era tarata su una temperatura glaciale, che faceva sembrare l’odore di cuoio e tabacco ancora più denso. Lui era seduto dietro una scrivania monumentale in ebano, con la camicia bianca sbottonata quel tanto che bastava